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Pier
Luigi Gentile, partecipante al progetto "Gruppo
di sostegno", seminario di orientamento per Over
45.
La Fondazione Adecco per le Pari Opportunità ha promosso
e condotto un progetto pilota che solo pochi anni fa nessuno
avrebbe pensato di dover proporre: la realizzazione e gestione
di un gruppo di sostegno pensato per una nuova categoria di
lavoratori: quelli che non trovano lavoro perché definiti
fuori mercato a causa dell'età avanzata.
Parliamo di anziani? No, dei cosiddetti "over 45",
uomini e donne che, documenti alla mano, risultano nati appunto
oltre quaranta anni fa. Fa sorridere (ma non troppo) constatare
che oggi a quarantanni si hanno a disposizione palestre, diete,
cure estetiche e chirurgiche per ingannare il tempo che passa
ma di fronte all'implacabile mondo del lavoro si viene brutalmente
bollati come "vecchi".
E'
proprio questo preconcetto di limite di età (visto
che la pensione si allontana sempre di più) che deve
essere ripensato. La polemica potrebbe essere lunghissima
e per delimitare il discorso all'esperienza di questo "gruppo
di sostegno" facciamoci alcune domande di partenza.
Siete alla ricerca di un lavoro? Lo volete cambiare oppure
lo avete perso per una qualsiasi ragione? Avete più
di 40 anni? Avete già fatto dei colloqui? Vi siete
sentiti dire che il profilo è interessante, il curriculum
va bene (o non va bene), ma che comunque non rientrate nella
fascia di età desiderata? In fondo avete un curriculum
strepitoso, un'esperienza mostruosa, vi potreste chiamare
anche Albert Einstein ma vi sentite dire che siete irrimediabilmente
inutile. In poche parole un rottame della società.
Se proprio insistete vi offrono soluzioni indegne: niente
contratto, due o tre euro l'ora, nessun impegno, auto a vostro
carico, quota associativa da pagare, niente ferie, niente
malattia, niente di serio...
Oggi
si parla molto di pari opportunità, pur tra le tante
distinzioni che si possono fare. Per le persone con disabilità
alla fine qualcuno si è dato da fare per affrontare
un problema e arrivare alla definizione di una legge che tutela
diritti di una categoria che, per un motivo o per l'altro,
era stata troppo a lungo discriminata. Molto è stato
fatto anche per la donna. E allora non si può cominciare
a pensare a qualcosa anche per il soggetto "over 45"?
Le cose sono due: o si stabilisce che l'età non è
più un fattore discriminante (e si convincono le aziende
di questo) oppure si creano dei canali di tutela per milioni
di persone che, nella precarietà del lavoro di oggi,
rischiano di trovarsi con il passare del tempo nella categoria
"over 45" senza occupazione. E' solo questione di
tempo.
Servirebbero delle leggi nuove, ma prima di pensarle ci si
dovrebbe sensibilizzare al problema, o almeno non far finta
che non esista. Il problema non viene percepito da chi vive
nel privilegio di un lavoro ancora apparentemente sicuro.
Questo
progetto pilota, pensato come un gruppo di incontro e confronto
di persone vittime di questa nuova discriminazione, se non
altro ha posto le basi necessarie per far emergere il problema
e cominciare a discuterne. Diciamo che si è iniziato
un percorso, un po' come è stato fatto progettando
il varo di una legge che incentivasse le aziende a non scartare
a priori una persona disabile.
Certamente un gruppo di sostegno, oltre a suggerire strategie
ed ispirare progetti al soggetto "over 45"
che vi partecipa, non può avere la pretesa di risolvere
la vita. E' un prezioso momento di confronto se il partecipante
riesce a coglierne la spinta potenziale. Ma potrebbe anche
essere ulteriore motivo di avvilimento per chi invece pretende
un riconoscimento immediato del suo stato di bisogno attraverso
un aiuto concreto. Ne è emersa la sensazione che comincia
essere urgente trovare una soluzione.
Per
concludere, si può senza dubbio affermare che l'iniziativa
si è dimostrata nel suo "embrione" promettente
e "necessaria". Speriamo ci siano quanto prima le
risorse umane, politiche e strutturali per farla diventare
qualcosa di più risolutivo di un progetto pilota.
A chi non crede nella possibilità di soluzione a breve
del problema e pensa che ormai il mondo del lavoro possa solamente
andare avanti nella direzione presa, ricordiamo che "anche
un piccolo progetto può innescare imprevedibili cambiamenti
nella società ", ovvero come dice il saggio (orientale
naturalmente) "anche il più lungo viaggio comincia
sempre con un singolo passo" .
Pier
Luigi Gentile
Milano, 2 ottobre 2004
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