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PERSONE CON DISABILITA'

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Persone con disabilità
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La Fondazione Adecco per le Pari Opportunità promuove progetti specifici volti ad agevolare l'integrazione al lavoro di persone con disabilità, valorizzandone il potenziale umano e professionale e proponendo percorsi di educazione e orientamento sulla base delle richieste del mercato del lavoro. Importante è l'azione di coinvolgimento delle aziende per renderle consapevoli del valore aggiunto che queste persone possono portare nell'ambiente lavorativo, anche al di là degli obblighi normativi ai sensi della Legge 68/99 sul collocamento mirato.

LA DEFINIZIONE DI DISABILITA' DA PARTE DELL'OMS
Sino ad una ventina di anni fa quando si parlava di disabilità e di svantaggio ci si riferiva a concetti molte volte ambigui e non ben definiti, spesso attinti dal senso comune. Non si era, infatti, sviluppato un linguaggio specifico da applicare sistematicamente. Nel 1980 l'Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.) ha contribuito a modificare questo stato di cose proponendo la Classificazione Internazionale delle menomazioni, delle disabilità e degli svantaggi esistenziali. Questa classificazione è stata recepita anche dall'Italia con il Decreto del Ministero della Sanità del 5.2.1992 (Approvazione della nuova tabella indicativa delle percentuali di invalidità per le menomazioni e le malattie invalidanti).
Questa classificazione è prevalentemente medico/diagnostica e di tipo lineare.
Infatti una malattia o disturbo può originare una menomazione (qualunque perdita o anormalità sia psicologica, fisiologica) che causa
la disabilità (una restrizione, una perdita di abilità nel compiere un'attività nel modo considerato normale) che, a sua volta, causa uno svantaggio (handicap che impedisce o limita l'individuo ad assumere il suo ruolo nella società)
Queste definizioni evidenziano l'esistenza di un legame lineare tra menomazione, disabilità e handicap così rappresentabile.

Malattia o disturbo »»» menomazioni »»» disabilità »»» handicap

Il rischio spesso ricorrente è che la persona con handicap non sia considerata come portatrice di una menomazione, ma come una persona menomata nel suo complesso, estendendo a tutta la persona l'inferiorità che è solo di una singola funzione. A questo pregiudizio può seguire l'idea di una complessiva inferiorità della persona con handicap legittimandone una sua emarginazione.
Nel 1995 l'OMS ha così avvertito la necessità di rivedere la Classificazione internazionale delle menomazioni, delle disabilità e degli svantaggi esistenziali del 1980 (ICIDH 1980), per giungere a una nuova versione completata nel 2000 (ICIDH 2).
Nella nuova classificazione si è cercato di operare una integrazione delle diverse dimensioni della salute a livello biologico e sociale, evitando una visione soltanto medica, ma giungendo ad un modello sociale della disabilità: lo svantaggio non sarebbe determinato dalla disabilità in sé, ma dal fatto che la società non tiene in debita considerazione i bisogni delle persone con disabilità e non permette loro di valorizzare le loro capacità. Se le istituzioni del mercato del lavoro, i trasporti, gli stabili fossero adatti ai bisogni di esse, queste potrebbero più facilmente trovare o conservare il posto di lavoro ed essere meno dipendenti.

Nella nuova classificazione è stata cambiata la terminolgia:
a) a livello del corpo si usa ancora menomazione (impairment)
b) a livello della persona, disabilità è stato sostituito con "limitazione all'attività personale" (activity)
c) a livello della società, handicap è stato variato con "restrizioni alla partecipazione sociale" (participation). Il termine handicap non compare più e sarà abolito in tutte le classificazioni.

Inoltre sono stati tenuti in considerazione anche i fattori contestuali (environment: tutto ciò che nella vita e nelle condizioni di esistenza di una persona costituisce l'ambiente naturale, artificiale e gli atteggiamenti socali).

La concezione lineare viene sostituita da una multidimensionale in cui i vari elementi si influenzano a vicenda.

Il cambiamento della terminologia ne sottende uno anche teorico e filosofico che rivoluziona la concezione precedente:
l'ICIDH-2 non riguarda solo le persone con disabilità. Infatti, chiunque può avere una disabilità (per infermità, per incidente, per l'età) e quindi non è un tratto che contraddistingue soltanto alcuni gruppi di persone.
L'ICIDH -2 ha quindi un'applicazione universale, al di là del tempo, dello spazio e delle differenze culturali o geografiche.

Questo cambiamento nel concetto di disabilità influenzerà molto non soltanto il nostro sistema sanitario, ma anche le politiche e le strategie di programmazione degli interventi in tutti i campi.